GLI HOTEL LEGGENDARI DELLA COSTIERA AMALFITANA CHE VALGONO, DA SOLI, IL VIAGGIO
THE SCENEAlcuni hotel sono posti dove si dorme. Altri sono la ragione del viaggio. Questi ultimi custodiscono il segreto di questa costa.
Ci sono hotel che sono solo questo, hotel. E ce ne sono alcuni, aggrappati alle falesie tra Positano e Capri, che sono diventati parte della leggenda della costa. Non ci si va per dormire. Ci si va per appartenere, per qualche giorno, a un certo mondo. Questa è una mappa di quelli che definiscono la regione.
Le Sirenuse, Positano. La facciata color terracotta più fotografata d'Italia fu, un tempo, la casa d'estate della famiglia aristocratica Sersale, che la aprì al mondo nel 1951. A cena, il ristorante La Sponda si accende di centinaia di candele, una per ogni notte d'estate che la costa promette. È l'hotel che si vede da qualsiasi barca passi al largo di Positano, e quello che meglio riassume quel rosa caldo che ha dato il tono alla collezione.

Il San Pietro di Positano. Non ha insegna sulla strada. Chi non lo sa, gli passa accanto. Scavato nella roccia sopra la baia di Laurito, tutto ricoperto di bougainvillea, il San Pietro custodisce una spiaggia privata a cui si arriva con un ascensore scavato nella falesia. Fu qui che Marcello Mastroianni si rifugiò con Catherine Deneuve. È il lusso che non si annuncia, lo stesso di un pezzo che solo chi sa riconosce.

Caruso e Palazzo Avino, Ravello. In alto a Ravello, lontano dal trambusto, sorgono due palazzi. Il Caruso, un palazzo dell'undicesimo secolo la cui piscina a sfioro sembra riversarsi dentro il Golfo di Salerno. E il Palazzo Avino, il palazzo rosa, una villa del dodicesimo secolo da cui si vede tutta la costa. È questa Ravello, sospesa tra il cielo e l'acqua, che ha dato il nome al costume della collezione e dove Jackie Kennedy passò l'estate del 1962.


Punta Tragara, Capri. La villa rossa che Le Corbusier disegnò sopra i Faraglioni servì da quartier generale alleato durante la guerra prima di diventare uno degli hotel più eleganti dell'isola. Dal suo balcone, i tre scogli sembrano a portata di mano. È il glamour con vista, lo stesso che ispirò il nome che quasi demmo a uno dei pezzi.

Villa Treville, Positano. Fu la casa di Franco Zeffirelli, e da lì passarono Maria Callas, Leonard Bernstein ed Elizabeth Taylor. Oggi aperta a pochi, custodisce l'atmosfera di una villa privata dove il cinema e la musica italiana si incrociavano al tramonto.

Non serve alloggiare in nessuno di questi per lasciarli entrare nel viaggio. Basta un pranzo, un aperitivo, un fine pomeriggio. E il pezzo giusto per il momento: un costume che passa dalla piscina al bar senza cambiarsi, una collana che sta bene sulla pelle dopo il bagno. Questi hotel insegnano una cosa in cui anche il marchio crede: che il vero lusso è discreto, e che si riconosce sempre, anche quando non si annuncia.Sofia Godinho
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